[La mia vita da imprenditrice] #2 - SPIRITO

Essere indipendenti non è da tutti. Occorre munirsi di attributi e una serie di spiriti. Quando apri un negozio (che sia fisico o online), la stragrande maggioranza delle persone pensa che fondamentalmente cazzeggi. In fondo, basta avere gli scaffali pieni, poi non devi far altro che aspettare il cliente. E mentre aspetti, puoi stare davanti al computer o smanettare con lo smartphone. Peccato che non sanno che ora con il computer e con lo smartphone ci lavori, eccome se ci lavori! Sono i mezzi più usati per "spingere" il cliente verso il tuo business, per cercare di attirare un target di persone che possono fruire di ciò che vendi. Non vi dico quante volte mi hanno guardato male in bottega perchè tra un cliente e l'altro, davo un'occhiata al mio iphone. No, non aspetto un messaggio di mio marito. Rispondo alle email, ai messaggi, ai commenti. Non puoi farti scappare nulla.




SPIRITO D'INIZIATIVA E quando le cose potrebbero andar meglio di così? Quando ti sembra di far tutto il possibile ma le cose non decollano? Beh, lo spirito d'iniziativa è quella marcia in più. Puoi battere i pugni quanto vuoi, ma la concorrenza è tanta in tutti gli aspetti lavorativi. Devi fare la differenza. E' una sensazione che provo praticamente tutti i giorni, dove combatto quotidianamente con i "costa troppo!", "fammi un buon prezzo!", "dai sono sempre qui, fammi uno sconto" (questa me la dicono chi vedo tipo ogni 6 mesi). Non ho ancora affrontato il discorso "ti pago in visibilità" ma penso che non tarderà ad arrivare. Non aver mai paura di testare una nuova via, una nuova idea di pubblicità o una iniziativa diversa. L'originalità si vede anche in questo, nel tuo spirito d'iniziativa. E se va male? Amen. Pensa, scarabocchia, lancia cose, guardati attorno. Prendi spunto da ciò che ti circonda. Io solitamente mi trivello la mente di notte. Non è salutare, ma alle volte funziona perchè mi da la spinta per alzarmi dal letto la mattina e cercare di cambiare il mondo. Il mio mondo.

SPIRITO D'AVVENTURA Se non ne hai, lascia perdere. Se non sei amante del rischio (nemmeno io lo amo più di tanto, diciamo che ci convivo), il lavoro indipendente non fa per te. Ahimè, siamo in un periodo in cui di certezze non ne vedi nemmeno con il binocolo e tanto vale provare a cavarci fuori qualcosa. Non permettere a nessuno di scalfire il tuo avvenire. Usa il tuo spirito d'avventura per trovare nuove rotte e nuove alternative. In fondo il tuo business non è altro che una nave e te il capitano. La nave senza capitano non si muove, rimane nel porto dismessa. Il capitano ha molte responsabilità e potere decisivo, ma è colui che decide la rotta e la destinazione. Al mio matrimonio ho creato delle repliche della spilla che Ellie regala a Carl nel film d'animazione UP (quella con il tappo di succo d'uva) da regalare agli invitati. Ogni tanto ne porto una con me, perchè sono convinta che il club degli avventurieri esista davvero e non solo quelli che scalano montagne o quelli che si gettano nel vuoto, ma le persone che affrontano le criticità per un sogno. Loro sono i veri avventurieri.

SPIRITO D'ADATTAMENTO Questo è il mio tallone d'Achille. Io non mi adatto. Va per lo più contro la mia natura. Non mi adatto e non mi accontento. Però ci sono situazioni in cui occorre cercare di scendere a compromessi con quello che ci sta attorno. I miei compromessi? Tenere sotto controllo la mia non-pazienza. Quando ho in mente un progetto, tutto il resto si annebbia e comincio a smacchinare senza sosta. E se i risultati non arrivano subito? PANICO! La cosa non è che sia ancora proprio cambiata, ci sto lavorando sopra.

SPIRITO D'OSSERVAZIONE Il lavoratore indipendente deve sviluppare uno spirito d'osservazione sopraffino. Non tanto per guardare cosa fanno gli altri, ma per vedere più in là, dove gli altri non trovano nulla. Ammiro tantissimo chi riesce sempre a superare le aspettative, a saper sempre come e dove posizionarsi. Non è semplice, lo spirito d'osservazione lo sviluppi nel tempo. Il mio spirito mi ha portato a fare passi estremi. Non ho ancora quel fiuto degli affari (ma magari!), ma anche qui, ci sto lavorando sopra. Lo spirito ti porta a fare grandi cose, come ti porta a cadere se corri troppo. Io da me stessa ho sempre preteso tanto, ma ho anche bruciato tappe senza sosta. Così ho cominciato a studiare. Oltre a qualche manuale, proprio a studiare il mio caso. Una merceria. Un tot di clienti al giorno. Un tot di complimenti e un tot di lamentele giornalieri. Un tot di persone che escono felici e un tot che se ne va perchè non trova quello che cerca. Cosa posso fare io per questo? Dove posso migliorarmi? Quali servizi posso dare in più che non trovano in giro? Annota, segna, cancella, ripensaci. Ogni tanto qualche lampadina si accende, giuro! E' anche per questo che ho aperto il blog: oltre alle settordicimila cavolate che sparo, mi occorre per vedere dove sto andando e dove posso correggermi, con il confronto e il dialogo.

SPIRITO DI SACRIFICIO Qui sono finita in sovraccarico. Sono arrivata ad essere dipendente totalmente per il mio lavoro. Senza aver l'obbligo di passare un badge, comincio mediamente a lavorare alle 8.30 e finisco ad orari improbabili (la notte scorsa ho visto il mio cuscino alle 03.30). Una merceria ha bisogno di tutto questo? Si. Perchè in un'ondata in cui l'handmade e le fiere di settore ti creano un vortice attorno, devo essere in grado di saper sopravvivere e fare la differenza (vedi spirito di iniziativa), organizzando corsi, eventi, offerte e nuovi arrivi da organizzare. Ho visto una domenica al lago dopo mesi, tre giorni di pausa al mare a Pasqua che mi sembravano eterni. Posso non far nulla, non toccare il computer o tenere il negozio chiuso, ma finchè il cervello continua a ragionare, da qui non mi schiodo. Il sacrificio è una bomba. Ma ti permette anche di apprezzare cose che prima davi ampiamente per scontate, come una cena preparata dal marito o uno sfizio che riesci a esaudire. Sacrificarsi non significa però annullarsi. Mai pensare di diventare uno zerbino per il proprio business. Sto imparando a ritagliarmi dei tempi, come una pausa pranzo degna di questo nome (almeno quando pranzo!) e di dedicare più tempo alla casa e al Brigadiere. Come dico sempre, scema si ma cogliona no!

I miei spiriti convivono in un corpo da 29enne accartocciato dal sonno ma ho sempre promesso che non avrei mai smesso di lottare per quello che amo. A partire dalla mia famiglia fino, proprio, al mio business. Ho ipotecato tutto quello che avevo sul mio lavoro, ma non per disperazione. Per testardaggine, per desiderio, per rivalsa.

Persistenza. Me lo sono pure tatuato.

In questi giorni sono alle prese con un evento e un progetto che ha subito un restyle ma ve ne parlerò in un altro post. Mi raccomando, sviluppate gli spiriti e pure due palle belle toste perchè non è semplice. Ma in fondo, le cose semplici non mi sono mai piaciute!

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